ghette da trekking sporche di fango

Cosa Sono e Come Scegliere le Ghette da Trekking

Una volta che si cammina lontano dall'asfalto, è inevitabile che sassetti, acqua e fango cerchino di saltare negli scarponi per infastidire i nostri piedi; fortunatamente per tenerli a bada è sufficiente un semplice paio di ghette! 

Si tratta di due semplici pezzi di tessuto, utilizzati già nell'antichità, che si avvolgono intorno al polpaccio e si appoggiano sopra la calzatura, in modo da bloccare l'ingresso a qualsiasi cosa che cerchi di entrare nello scarpone.

Sono quindi utili in mille scenari differenti, come una gita sulla neve, una passeggiata in un bosco bagnato e fangoso, una corsa su un sentiero pieno di sassetti e così via.

Anche se li ho chiamati "semplici pezzi di tessuto", le caratteristiche da osservare sono tante; ecco quindi un articolo che ti aiuterà a scegliere in fretta il tuo modello ideale! 

Buona lettura! 


Risposta veloce

Come scegliere le ghette? 

  • Scegli l'attività per cui ti servono e il tipo di terreno
  • Individua da cosa ti devono proteggere: sassi, arbusti, pioggia, fango, neve...
  • Scegli l'altezza a cui devono arrivare: caviglia, polpaggio, ginocchio
  • Scegli il materiale: lycra, nylon, Gore-tex...
  • Controlla che la ghetta abbia una buona chiusura

Tre diverse paia di ghette da trekking

Ghette a seconda dell'attività

Chi sa cosa sono le ghette tendenzialmente le associa a una gita invernale in un posto fangoso o innevato, ma gli scenari in cui queste ti saranno utili sono più variegati, vediamone alcuni! 


Alpinismo o ciaspolata sulla neve

ghette da trekking alte

Puoi avere lo scarpone più impermeabile del mondo, ma se la neve o la pioggia riescono a passare da sopra, il piede è fregato lo stesso.

Siccome non vuoi un piede bagnato, freddo e sofferente durante una gita, è utile avere delle ghette che ti proteggano!

In questo scenario serviranno ghette alte fino al ginocchio e molto impermeabili per la massima protezione; se l'attività non è particolarmente intensa, si possono valutare anche ghette con uno strato di softshell che aiutano anche a mantenere un po' di calore.

Il materiale deve essere piuttosto resistente, in particolare in quelle da alpinismo, per affrontare l'abrasione contro ghiaccio, rocce e arbusti. Nota che le ghette proteggono anche i pantaloni e le gambe dai tuoi errori quando le urti con i ramponi!

Per questi scenari bisogna segnalare anche che esistono scarponi tecnici (e costosi), come "La Sportiva - Batura", che integrano la ghetta nella calzatura. È una caratteristica utile perchè non si ha nemmeno la noia di doverle indossare.


Trekking in ambiente bagnato o paludoso

Senza andare necessariamente sulla neve, le ghette vi salvano anche in una giornata piovosa o in un bosco ancora bagnato. Nel fango poi è un attimo sporcarsi fino alle ginocchia ed è decisamente più comodo lavare la ghetta piuttosto che i pantaloni e l'interno della scarpa!

Anche in questo caso cerchi ghette impermeabili, ma non essendo più in un ambiente molto freddo, le vuoi traspiranti, altrimenti il sudore al polpaccio può diventare una noia non da poco. Per questo esistono ghette alte e medie realizzate con il classico Gore-Tex e tessuti tecnici simili.

A seconda del tipo di escursione che fai, le cercherai in materiali più o meno durevoli; nota che se sei un esploratore dei luoghi selvaggi, le ghette ti proteggeranno dagli arbusti e persino dai morsi di serpente.


Corsa in montagna

In questo scenario finalmente non siamo in un ambiente bagnato, ma immaginiamo di star correndo o camminando su una strada piena di sassi e sassetti. A chi non è mai successo che uno di questi gli saltasse nella scarpa?

Qui saranno comode delle ghette molto basse, che si attaccano poco sopra la caviglia e che siano estremamente leggere e traspiranti.

Si tratta quindi di un accessorio estremamente minimal che ti risolve una noia come quella di doverti fermare, togliere lo scarpone e scuoterlo per far uscire l'odiato sassetto.


Escursione nel deserto

Questo scenario è il meno comune in Italia, ma sappi che durante una gita al caldo in un ambiente desertico, la sabbia che ti entrerà nella scarpa, mescolandosi per bene con il sudore, formerà una sorta di malta decisamente poco piacevole e difficile da pulire. 

Per scegliere il tipo di ghetta, valgono le considerazioni qui sopra: le cerchi basse, leggere e traspiranti.


ghette da trekking basse

Caratteristiche delle ghette

Abbiamo individuato i vari scenari in cui le ghette risultano utili, ora vediamo tutte le loro caratteristiche! 


Altezza

Ghette da trekking medieLe ghette si trovano principalmente in tre altezze differenti: basse, medie e alte.

Quelle basse si agganciano appena sopra la caviglia, sono molto leggere e proteggono giusto da sassetti e sabbia.

Le ghette di altezza media arrivano a circa metà polpaccio e sono il compromesso che ti protegge da sassi, pioggia, fango e arbusti, lasciando però il polpaccio sufficientemente libero di respirare.

Per le situazioni più fredde e rigide convengono invece le ghette alte, che arrivano fino al ginocchio e offrono il massimo della protezione ed eventualmente un pizzico di calore in più.


Materiali e tessuti

Il materiale e l'altezza della ghetta sono spesso collegati. 

Una ghetta bassa sarà realizzata in materiale leggerissimo e traspirante, come nylon o lycra, mentre quelle medie e alte richiedono un compromesso tra impermeabilità e traspirazione. Come in mille altri casi, anche qui vengono in aiuto il Gore-Tex e tessuti simili. 

Specialmente nella parte più bassa, quella che andrà contro rocce, arbusti e i tuoi stessi ramponi, è utile avere un materiale resistente all'abrasione, solitamente indicato come "Ripstop". 


Allacciatura

Ci sono tre punti da osservare per giudicare l'allacciatura della ghetta: la parte più alta che stringe il polpaccio/caviglia, la chiusura in verticale e la parte che si connette allo scarpone. 

Aggancio al polpaccio

Strap in velcro: è comune sulle ghette da corsa e molto rapido da fissare.

Elastico: può essere regolabile con un cordino oppure fisso. In entrambi i casi, ricorda che la ghetta deve restare aderente, ma non certo tagliarti il flusso di sangue.

Fibbia: un altro metodo comodo è la fibbia come quella delle cinghie, che permette una chiusura regolabile anche con una mano sola.

Nelle ghette più alte è utile avere due punti in cui stringerla, vicino al ginocchio e a metà polpaccio, perchè aiutano a mantenerle in posizione e vicine alla gamba. Con modelli troppo larghi esiste il rischio che le ghette sfreghino troppo tra di loro e facciano un rumore ripetitivo e noioso durante la camminata. 

chiusura 

Solitamente la ghetta è chiusa in verticale con una zip, coperta poi con uno strato di velcro. I modelli più economici hanno solo il secondo, ma sono meno sicuri contro l'acqua.

Per comodità, è molto meglio che le zip si trovino sullo stinco e si allaccino dall'alto verso il basso, in modo che l'aggancio della zip sia semplice da raggiungere e si possa riallacciare gli scarponi senza rimuovere tutta la ghetta.  

Zip più performanti dureranno di più, ma sopratutto scorrono meglio e si inceppano di meno. 

Aggancio allo scarpone

Per impedire che la ghetta si sollevi camminando, è sempre presente un laccio che passa sotto allo scarpone e si posiziona davanti al tallone. Questo andrà regolato la prima volta che si indossa la ghetta, in modo che le parti laterali siano vicine allo scarpone e non si possano alzare.

Essendo una parte che sfregherà spesso contro il terreno, è importante che sia in materiale resistente, come tessuto ripstop, gomma, pelle o persino in metallo.

Un secondo elemento molto utile per il fissaggio della ghetta è un laccetto posto nella zona anteriore che si attacca ai lacci dello scarpone con un gancetto. Alcune calzature hanno un occhiello apposta per facilitare l'operazione. 

Ricorda anche che le ghette spesso sono offerte in diversi modelli, a seconda della misura dello scarpone.


Come indossare le ghette

La prima volta che si indossano le ghette conviene che essere a casa o in un posto comodo, in modo da poterci prendere la mano, ma sopratutto regolare il laccio inferiore a seconda dello scarpone che si indossa.

  1. Indossa lo scarpone, apri tutta la ghetta, controlla che il laccio sia chiuso e ricorda che il suo sistema di regolazione verrà posizionato all'esterno della gamba.
  2. Fai passare il laccio sotto allo scarpone e posizionalo davanti al tallone. Controlla di aver messo la ghetta nella posizione corretta verificando che il gancetto che si attaccherà alla scarpa sia davanti; aspetta però ad agganciarlo perchè rischieresti di tenderlo troppo e poi fare fatica a chiudere la zip centrale.
  3. Chiudi tutta la zip e il velcro.
  4. Ora puoi attaccare il gancio allo scarpone più in avanti che puoi, in modo da tenere il tessuto ben teso.
  5. Regola il laccio inferiore in modo che la ghetta sia il più possibile aderente allo scarpone. Questa è un'operazione che devi ripetere ogni volta che cambi scarpone, se invece usi sempre lo stesso, la farai una volta sola. 
  6. Probabilmente il laccio avrà del materiale in eccesso, cerca di fissarlo per evitare che si muova.
  7. Stringi il laccio superiore e quello a metà polpaccio, se presente, in modo che la ghetta sia ben ferma, ma senza tagliare la circolazione del sangue.
  8. Rifai per l'altra gamba!

Come curare le ghette

Le ghette sono lì apposta per prendersi tutti il fango, il fogliame e quant'altro, quindi andranno pulite abbastanza spesso; fortunatamente è un operazione piuttosto veloce.

Con un po' di acqua calda e una spugna ruvida, rimuovi tutto il fango dall'esterno, interno, zip, velcro e lacci; Lasciale poi asciugare per i fatti loro, senza caloriferi o phon. Per massimizzare la vita utile della ghetta, esistono spray protettivi che ne migliorano anche le caratteristiche di impermeabilità.

Prima di rimetterle via, dai giusto un occhio ai vari lacci per evitarti sorprese alla prossima gita!


è ora di saltare nel fango! 

Ora che piedi e polpacci sono al sicuro, puoi affontare qualsiasi percorso! 

Per controllare se sei equipaggiato alla perferzione, trovi qui sotto tutti gli articoli sul trekking e sei hai un qualsiasi dubbio lasciami un commento!


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Crediti

Photo credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/ruth_w/39566869325/">Ruth_W</a> on <a href="https://foter.com">Foter.com</a> / <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/"> CC BY-NC-ND</a>

Photo credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/esagor/34776786625/">esagor</a> on <a href="https://foter.com">Foter.com</a> / <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/"> CC BY-NC</a>

Photo credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/moosepics621/2797605582/">moosepics</a> on <a href="https://foter.com">Foter.com</a> / <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/"> CC BY-NC-ND</a>

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